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La Casa di Provvidenza, però, nata con lo scopo di garantire un asilo per la vecchiaia languente, funziona solo per qualche anno poiché, poscia, urgenti bisogni locali obbligano a convertirla in Ospedale che, come tale, viene riconosciuto dall’autorità prefettizia con decreto 8 settembre 1905. Tuttavia il bisogno d’un ricovero per i vecchi poveri, si acuisce sempre più nei pensieri di padre Giacomo. Attigua all’Ospedale e prospiciente alla Piazza della Fontana vi è una vecchia casa, in condizioni abbastanza deplorevoli. La vicinanza di quella casa alla canonica ed alla Chiesa e soprattutto la sua contiguità con l’Ospedale, al piano superiore del quale hanno la loro abitazione le suore della Congregazione Figlie di Sant’Anna, richiamano subito la vigile attenzione di padre Giacomo. Come sempre, però, mancano i fondi! Per un’amorosa provvidenza viene in soccorso del Padre il ricco signore inglese Clarence Bicknell il quale si offre di fornire quanto necessita per l’acquisto della casa. Il 26 marzo 1911 il santo Frate opera l’acquisto del primo piano della casa da destinare a Ospizio per i suoi cari vecchi. Altri provvidenziali aiuti s’aggiungono ben presto a quelli già ricevuti. Tra i più significativi si annoverano quelli del signor Leopoldo Jung, della signora Anna Hamilton e della signora Hambury, ricca proprietaria del celebre giardino omonimo alla Mortola, presso il confine italo-francese. Nel frattempo il Padre - compiuto anche l’acquisto di tutto il piano superiore dell’edificio, che gli permette di poter ora compiere la necessaria trasformazione della casa in Ospizio – acquista due altri piccoli vani nel centro della costruzione onde garantirsi un comodo accesso sulla pubblica piazza. Padrone dell’intero locale, l’uomo di Dio pensa subito a trovare l’ingegnere che realizzi il suo progetto, e lo trova, attivo e valente, in Rodolfo Winter, figlio dell’illustre amico suo il cav. Ludovico. L‘ingegnere, anzi, manifesta la volontà di prestare gratuitamente la sua opera. Come già aveva fatto per la Casa di Provvidenza, padre Giacomo pensa all’istituzione di un comitato che si assuma l’impegno e l’onere di raccogliere nuovi fondi per pagare le spese di compera e di sistemazione dei locali dell’Ospizio. Il 7 dicembre 1911 padre Giacomo riunisce per la prima volta nel museo Bicknell le persone designate a costituire il comitato. Presenziano alla seduta il generale Giuseppe Dogliotti, il signor Clarence Bicknell, l’avv. Francesco Giuseppe Biancheri sindaco di Bordighera ed il capitano Alberto Pelloux. Risultano assenti giustificati l’ingegner Paolo Meda, il prof. Basile Jaroschenko, il barone Federico Kleudgen ed il cav. Adolfo Angst. Il Comitato, dopo aver preso atto delle dichiarazioni fatte da padre Giacomo, delibera quanto in appresso: 1° Dare un voto di plaudo a padre Giacomo per la solerte ed intelligente opera sua, nonché ai generosi oblatori,la cui munificenza permise l’acquisto dei locali ed il loro arredamento; 2° Nominare il Sindaco della città di Bordighera Presidente onorario, il parroco padre Giacomo Presidente effettivo del comitato, con il capitano Alberto Pelloux segretario e tesoriere; 3° Di fare appello a tutta la cittadinanza ed all’illustre colonia straniera, allo scopo di istituire una società per azioni, onde addivenire alla formazione del piccolo capitale indispensabile per l’arredamento e funzionamento del nuovo Istituto di carità. Nel febbraio 1912 l’Ospizio San Giuseppe viene ufficialmente inaugurato da Monsignor Ambrogio Daffra, Vescovo di Ventimiglia, che ne benedice solennemente i locali, alla presenza del Comitato. E’ questa l’ultima grande consolazione di cui il venerando Padre può godere su questa terra. Questi, però, prima di esalare l’ultimo respiro, il 10 marzo 1912, durante il suo ricovero presso l’Ospedale di Sanremo, alla presenza di suor Anna Sista, scrive il proprio testamento quale fondatore dell’Ospizio San Giuseppe: “Con questo mio testamento olografo lego al parroco pro-tempore di Bordighera che mi succederà, l’Ospizio San Giuseppe, affidandone la direzione alle Figlie di Sant’Anna. Detto parroco, ultimato l’effetto legale dell’attuale regolamento, ne formerà un altro di comune accordo, conforme ai bisogni. Scritto da me il presente di propria mano in S. Remo il 10 marzo 1912. f.to Padre Giacomo Viale Serafino - attuale Parroco di Bordighera.” In forza del predetto testamento il Comitato, nella seduta del 27 aprile 1912, pochi giorni dopo la morte del Fondatore, delibera di raddoppiare i propri sforzi per onorare la memoria del suo Presidente far sì che la sua creatura possa proseguire spedita e prosperosa. In quella medesima seduta il Comitato delibera di “chiamare l’ospizio col nome di Ospizio S. Giuseppe per i vecchi poveri di padre Giacomo”.

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